Mar 232003
 
  • Produttore: logo importato in Italia da Ceppiratti
  • Anno di produzione: 1980 (in Italia 1981)
  • Materiale: Metallo, plastica dura
  • Accessori: Spada grande, spada bombata, spada piccola, scudo e blister con sei missili più altre piccole armi
  • Manuale d’istruzioni con foto uguali alla versione giapponese, ma con scritte in italiano, e foglietto esemplificativo su come effettuare la trasformazione senza compromettere la durata del giocattolo. colori molto completo.
  • Acquisto: Collezionista privato
  • Valore medio sul mercato Italiano: 500-600 euro*
  • Reperibilità: Scarsa, specie in buone condizioni.

* il valore è riferito ad un modello completo
Un Robot la cui serie non ho mai amato molto (forse ,come dice Mik, perché penalizzata dal pessimo doppiaggio…), la cosa che mi piaceva di più era la sigla.
E a dire la verità neppure il robot mi entusiasma moltissimo… sono un purista delle linee e vedere un robot con due gambe diverse una dall’altra non mi piace un granché … Inoltre c’è troppa plastica per i miei gusti (per me il massimo resta sempre un Pegas Dx della Nakajima..!!) e non della più resistente… specie sulle cromature!!

Vi chiederete allora perché sia presente nella mia collezione…bé perché questa è la prima versione importata in Italia, quella per intenderci identica alla versione Jappo (successivamente ne sono state importate una versione uguale al jappo ma senza marchi made in japan, una versione che si differenzia dall’originale per alcuni particolari, tipo le gambe del Thunder King tutte argentate, e il Godbot, una copia mal riuscita made in Taiwan). In pratica questo è un modellino (chiamarlo giocattolo mi fa effetto visto quanto vale!!) prodotto in Giappone e poi venduto in Italia dalla Ceppiratti in scatola Italiana (che comunque è la copia italiana di quella Giapponese… stessa cosa per il libretto delle istruzioni).
Se poi si conta che è Nuovo (io non l’avevo mai neppure trasformato…l’ ha fatto Mik per la prima per fargli le foto) e che l’ho pagato quasi la metà di quanto vale, si capisce perché è entrato a far parte della mia collezione.

Sono pochi i cartoni robotici che mi stanno antipatici, GODSIGMA era, ed è, uno di questi.

Sicuramente il doppiaggio (pessimo) della versione italiana ha certo contribuito a questo, ma il motivo è forse + profondo.

Intanto non regge il discorso di avere tre robot singoli che non servono a niente e che per sconfiggere il nemico devono unirsi in uno più grande.

E’ tollerabile quando si parla di veicoli, ma robot completi!! Il character design non è il massimo.

I protagonisti assomigliano, nei tratti, più ad uno shojo manga (fumetto per ragazze), e l’animazione non è al meglio.

Il mecha poi appare disordinato, ed infine anche a me le asimmetrie non piacciono!

Passando al modello invece, posso dire che è davvero grandioso. Premesso che, come per il DALTANIUS, il discorso età minima di 36 mesi, sembra assurdo, va detto, che come montaggio è decisamente più semplice del robot leonino, ma per contro, i materiali sono assai più delicati.

La plastica abbonda su tutti i componenti principali, e la scarsa qualità di questa, rende l’idea di come sia quasi impossibile trovare un esemplare in perfette condizioni come quello di Paolo.

E’ immaginabile cosa succederebbe a lasciarlo nelle mani “pacioccose” di un bambino.

Il kit è composto dai tre robot, rappresentati molto fedelmente, i classici accessori come spade, missilini ecc.. e la navicella centrale (che nel cartone veniva lanciata dalla base).

I due robot/gamba sono per lo più identici, variano piccoli particolari ed ovviamente la colorazione.

Una segnalazione particolare lo merita il robot blu. Molti esemplari di questo, per una strana reazione della colorazione blu, presentano una certa fragilità con frequenti rotture o desquamazioni. L’esemplare di Paolo è a dir poco immacolato.

Stesso discorso vale per il Thunder King, anche’esso molto fragile nelle cromature, è invece perfetto.

La trasformazione, come per altri modelli degli anni ’80, è molto fedele all’originale animato.

Spettacolare il sistema di ribaltamento delle spalle, che proprio come nel cartone, permettono l’inserimento delle braccia, lungo i fianchi. Ancor più ingegnoso è il Thunder King, che nel rispetto dell’originale, presenta un ampliamento, del busto, attraverso uno doppio snodo sulla spalla.

Altra caratteristica di questi giocattoli era l’assoluta indifferenza per i particolari della parte posteriore. Così se frontalmente il GodSigma assemblato è fedele, sul retro si vedono tutte le magagne e compromessi che si sono dovuti accettare per rendere i robot trasformabili.

I materiali in generale sembrano leggermente inferiori alla media (e quindi moooolto delicati), l’uso di plastiche è abbondante e non sempre giustificato.

Il robot, infine, è particolarmente statico! Cosa assai comune per questi giocattoli, ma molto evidente in questa versione.

In conclusione, posso dire che, se si segue il vintage, questo è sicuramente un pezzo ambito, primo perché di difficile reperimento in buone condizioni (e questo era davvero perfetto), secondo, perché, anche se come me, non è apprezzato a livello generale, il giocattolo è fantastico e sprizza da ogni parte l’essenza di quegli indimenticabili anni invasi da robottoni.

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